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Nuova procedura di vaporizzazione fotoselettiva della prostata per il trattamento dell’ iperplasia benigna prostatica

Il Massachussets General Hospital, a Boston ( USA ) ha adottato una nuova tecnica per il trattamento della iperplasia benigna prostatica.

Questa nuova procedura, conosciuta come “ Photoselective Vaporization of the Prostate � vaporizzazione fotoselettiva della prostata ( PVP ) con laser, combina l’efficacia di una procedura chirurgica invasiva con la sicurezza e la praticità di una procedura mini-invasiva.

Infatti, uno degli aspetti favorevoli del PVP è la ridotta perdita di sangue che permette di trattare anche i pazienti in terapia con farmaci anticoagulanti, come l’Aspirina o il Warfarin ( Coumadin ).

Con il PVP è possibile operare la ghiandola prostatica sviluppatasi eccessivamente, che non può essere trattata con altre procedure o che è abitualmente trattata con una procedura chirurgica “in aperto�.

Una volta che il paziente è anestetizzato, il medico inserisce una sottile fibra nell’uretra attraverso un cistoscopio, uno strumento dotato all’estremità di una telecamera che permette di esaminare la prostata e la vescica.

Per mezzo della fibra, il raggio laser vaporizza velocemente e rimuove con precisione il tessuto prostatico ingrandito, sotto la guida del chirurgo che può vedere e controllare con sicurezza la parte da trattare, consentendogli di tagliare solo il tessuto necessario e di ridurre, pertanto, le perdite di sangue

A seguito della rimozione del tessuto in eccesso, si crea una scanalatura completamente aperta, che permette il ripristino di un naturale flusso urinario e la rapida scomparsa dei sintomi.

Per molti pazienti il recupero avviene in meno di 24 ore, ed in diversi casi senza necessità di catetere.
L’ospedalizzazione è breve e gli effetti collaterali sono minimi.

La validità della procedura laser PVP è stata comprovata da studi clinici condotti per periodi superiori ai cinque anni.

Fonte: Massacchussets General Hospital, 2005

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